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No snow? Party lo stesso!

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L’aeroporto ci dice “kiss & ride”, quindi accogliamo il suggerimento e siamo pronti ad iniziare il tour programmato alla scoperta delle valli del Monviso!

Tutto pronto: sci e racchette da neve noleggiati, locande e rifugi prenotati, piccozze e ramponi pronti, ripassato le tecniche di costruzione di igloo dal manuale del trapper, voglia di tuffarci nel bianco!

C’è solo un problema, un piccolo dettaglio non trascurabile:assenza totale di neve!

Eccoci quindi a dover trovare un’alternativa!

Piano B: ce l’abbiamo! Incontriamo problemi? Neanche un po’! La fortuna di avere un territorio come il nostro è che permette una grandissima flessibilità e le alternative si trovano sempre!

L’uovo impanato fritto ci dà  il benvenuto in valle Po gustando i sapori della prima tappa gastronomica.

Arriviamo a notte fonda e il Monviso resta celato.

Il suo profilo esce in tutta la sua mestosità  al mattino, illuminato dal sole rosa delle prime luci del giorno…

Sembra invitarci ad andarlo a trovare, e non resistiamo alla tentazione di arrivare a distanza di carezza.

Partiamo a piedi da Pian regina, accompagnati dallo scroscio dell’acqua tra rocce e ghiaccio; il sole ci scalda e saliamo veloci.

Tappa d’obbligo quando incontriamo una pietra che ci comunica: “qui nasce il Po”. Assaggiamo l’acqua sorgiva e ci diciamo: “in fondo tutto inizia qui!”

Pochi passi e si apre uno spettacolo mozzafiato: il lago Fiorenza è ghiacciato, il sole si riflette e ci restituisce una luce intensa che ci lascia appena intuire il profilo del Monviso sopra di noi. Un suono sordo, quasi inquietante, senza proferire parola ci scambiamo un’occhiata interrogativa. Poi una sorta di ululato che arriva dal lago. Ci avviciniamo. Il ghiaccio ci sta parlando, ci sta raccontando il suo momento là in quel lago, con quel sole che scalda… Il Monviso oggi suona così! Che emozione!

Non riusciamo a staccare lo sguardo da quel profilo frastagliato, quindi il pranzo lo consumiamo ad Ostana, ammirando la nostra montagna simbolo attraverso l’ampia vetrata.

La bassa valle suona con le foglie secche sotto i nostri piedi e ci fa scoprire un antico borgo sotto una “barma”.

Siamo a Balma Boves, con la sua atmosfera particolare, che ci parla di una vita fatta di autosussistenza e capacità  di utilizzare al massimo le qualità del luogo vissuto.

Il tramonto ci regala l’ultimo skyline con le montagne scure e il cielo parzialmente illuminato.

Dalla parte alta di Revello cerchiamo di riconoscere le luci della pianura e quelle dell’antica capitale del Marchesato.

La foschia ci regala un’atmosfera particolare, facendoci apprezzare ancor di più la passeggiata lungo le mura.

L’acqua calda della piscina e i vapori della sauna ci regalano una coccola e ci preparano al trasferimento in valle Varaita.

A Chianale le frittelle di grano saraceno ripiene con il toumin dal Mel, ci danno l’energia per salire fino alla caserma Carlo Emanuele.

Qui ci tuffiamo nella via lattea e ritorniamo bambini, in cerca di stelle cadenti e del desiderio perfetto!

Al mattino ci carichiamo lo zaino sulle spalle, attraversiamo uno dei borghi più belli d’Italia e saliamo nei prati dietro al paese.

Il manto di aghi di larice attutisce i nostri passi e, quasi sottovoce, arriviamo alla base della Berrò.

E’ una delle cascate di ghiaccio più frequentate della valle, tra le prime a formarsi e adatta a tutti.

Le picche e i ramponi suonano sordi e profondi, dando sicurezza alla presa. L’adrenalina sale e il battesimo del ghiaccio è fatto!

Le ravioles amplificano il piacere della mattinata e il suono del caffè che sale nella moka ci riporta a bellissimi ricordi di infanzia…

Saliamo a Bellino, tra le sue meridiane e i suoi particolari architettonici unici. Fredu e Sabina escono di casa mentre stiamo ammirando un bellissimo affresco e ci vengono a salutare, incuriositi dal nostro vagare per la borgata. Vorrebbero trovare il modo per restaurare quell’affresco che tutti si fermano ad osservare, chissà, magari noi potremmo mettere una buona parola…

Giunge il momento di scendere nella parte bassa delle Valli ed ecco così la Castiglia, gli antichi palazzi affrescati, la chiesa di S.Giovanni, la torre civica… siamo a Saluzzo!

Un aperitivo degustando birre artigianali, prodotte con maestria da chi ha saputo inventarsi un mestiere cercando di sfruttare al meglio le qualità  del territorio, ci trasmette una passione semplice e pura.

Le stanze di un antico convento accolgono la nostra clausura saluzzese e il refettorio ci regala gusti e atmosfere indimenticabili.

Eccoci nuovamente in aeroporto, ultimo sguardo verso quel Monviso che ci ha accolto e che ora si nasconde dietro alla nebbia torinese, quasi a volersi celare, per conservarsi immutato e poter sorprendere i prossimi visitatori…

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